Ma’an li-l Ghad (Insieme per il domani) COL TUO AIUTO!!!!

45 Milioni di Euro è solo il calcolo approssimativo di quanto ci costerà (solo a noi italiani) questa guerra. Sono soldi nostri e non prendiamo posizione, siamo sbalestrati: da un lato, un tiranno che ammazza e  commissiona stupri contro la propria gente e, dall’altro, i nostri politici impegnati nel baratto: un voto francese per una candidatura, in cambio di un ingresso in guerra e intanto la gente muore e nessun corridoio umanitario ufficiale veicola medicine e cibo a gente sotto assedio. Noi abbiamo il personale per farlo, i contatti per infilarci “là dentro”, ma ci mancano poche migliaia di Euro per aiutare i feriti e gli assediati….

INDICE:

1. Premessa
1.A. Links

2. ATTO COSTITUTIVO DEL COMITATO ITALO-LIBICO

“INSIEME PER IL DOMANI” / “MA’AN LI-L GHAD” ONLUS

ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA’ SOCIALE

2.A_- Allegato: Statuto

1. Premessa:

tempo  fa, qualcuno ipotizzava entusiasta l’opportunità di realizzare una sorta di Piano Marshall per la Libia, condannando i politici incapaci di cogliere l’occasione: sebbene d’accordo sulla cecità dei politici (locali e non: è noto oramai quanto sia poco ben disposta nei confronti delle lentezze e della mancanza di coesione della UE) ebbi a dire che non era il caso di applicare Piani Marshall di sorta alla Libia, tanto più che proprio pochi giorni prima dell’ultima follia del rais, associazioni locali stavano siglando convenzioni di partenariato per una serie di azioni nel campo della formazione dei locali, per una maggiore consapevolezza dei diritti e molti giovani libici si apprestavano a partire proprio per corsi nelle nostre università. Al di là della logica delle dipendenze che innescò l’interpretazione distorta del Piano – della quale paghiamo ancora un alto prezzo -, non avevamo da confrontarci ancora, all’epoca della ventilata ipotesi, col forsennato uso del cosiddetto monopolio della violenza (quello dissennato lo aveva già applicato in passato) da parte di un dittatore contro il suo stesso popolo, né coi folli costi (da fondi pubblici) che ci apprestiamo a sostenere per questa nuova guerra: come mi ha confermato in una sua e-mail David Cenciotti (in quest sito più volte citato), “un’ora di un Typhoon costa 63.000 Euro, quella di un Tornado 28.000. Il Corriere della Sera ha calcolato che, avendo volato 3.500 ore, considerato il costo delle unità navali, il costo dell’operazione si aggiri sui 45 Milioni di Euro. Poiché le stime precedenti non tengono ovviamente in considerazione l’armamento utilizzato, qualora i Tornado sgancino delle bombe, il costo orario andrebbe rivisto al rialzo“.

Ora, vedendo di che cosa io mi stia occupando, delle situazioni quantomeno imbarazzanti, se non violente, che poco si confanno al mio profilo in cui mi son ritrovata per protestare contro i tagli alla ricerca universitaria, ma, soprattutto, in che cosa stia cercando di coinvolgere ciascuno di voi, capirete come questa cifra mi sconvolga e scandalizzi: sebbene il petrolio abbia un prezzo (ma la Germania fu sola nel pretendere l’embargo su quel prodotto della Libia, e naturalmente non ottenne appoggio da UE e ONU), anche politico, dobbiamo cercare di bypassare gli accordi con la Francia, tra affiancamento e saldi in cambio dell’appoggio alla candidatura di Draghi alla Banca Europea e, senza smoccolare in turco (perchè ci distrarrebbe), dobbiamo tentare di concentrarci su iniziative volte a promuovere e realizzare urgenti azioni umanitarie a favore della popolazione libica, vittima del conflitto e  scrivo nella speranza che possano venire  da tutti proposte, idee e qualche azione concreta attraverso le rispettive reti.

Sulla base delle richieste e delle informazioni raccolte attraverso i propri interlocutori e partner locali, con l’Ong Alisei, con la quale collaboro e con altre associazioni e personalità si è promosso il Comitato italo-libico “Ma’an li-l Ghad” Insieme per il Domani ONLUS, che presiedo, al fine di allargare la collaborazione  e il partenariato tra cittadini libici e italiani, rivolti, in particolare  alla realizzazione di una azione umanitaria urgente a sostegno dell’assistenza sanitaria degli ospedali di Bengasi e Misurata.

Siamo impegnati ad allargare e sviluppare tutti gli sforzi possibili per unire le forze per raccogliere i contributi necessari  a sostenere questa azione di solidarietà e aiuto e per passare poi a sensibilizzare la cittadinanza perché atti concreti in riposta agli  appelli di appoggio e solidarietà verso il popolo libico si concretizzino quanto prima.

In piena collaborazione con gli amici libici e italiani stiamo  presentando  il progetto a varie istituzioni pubbliche private e, attraverso Alisei, si stanno mantenendo contatti e relazioni con il Ministero degli Affari Esteri e le Agenzie delle Nazioni Unite.

In questo quadro, il Dr. Bughrara ha realizzato una missione in Libia nella città di Bengasi ed è rientrato il 25 aprile scorso.  I sopralluoghi e gli incontri con le Autorità locali, le direzioni e i medici degli ospedali, i responsabili della  Mezza Luna Rossa, del  porto, ecc. hanno confermato l’urgenza di sostenere gli sforzi in corso per far fronte alla situazione sanitaria e non solo. In particolare,  gli interlocutori incontrati hanno sottolineato importanza e priorità di un contributo per l’assistenza sanitaria attraverso soprattutto l’invio di personale medico e infermieristico oltre a materiale igienico-sanitario e alimentare.

Come vedete dall’allegato Progetto (in calce), questo è diviso in fasi e moduli con relativi costi. Oggi possiamo contare su risorse umane (medici, sia  volontari che cooperanti, disponibili subito ad operare in Libia) e materiali (farmaci e altro che potremo avere in donazione): mancano  quelle  finanziare per  poterle mobilitare e renderle operative in loco e il costo sarebbe molto contenuto.

L’acquisto e spedizione di kit sanitari di emergenza per 10.000 persone con  materiali  ed equipaggiamenti chirurgici per  una copertura di 3 mesi (886,1 kg pari a 3,68 m3) comprensivi  di trasporto, assicurazione, gestione ecc. hanno un costo di 9.988,54 Euro Cif Alessandria  via aerea, anche se sembra che i Porti liguri ci daranno una mano in questo.

I medicinali specifici richiesti dall’ospedale di Misurata (4000,3 Kg  pari a 13,67 m3) hanno un costo di 71.052,99 Euro cif via mare. Ma, comne vedrete (sempre in fondo) ci sono richieste specifiche poco costose ed estremamente urgenti che non richiedono la collezione del kit intero.

L’assistenza sanitaria diretta  con una equipe completa (10 persone) per un mese è di 35.000 Euro. Una equipe essenziale di 5 persone  potrebbe essere impiegata con costi ridotti. Questo aiuto sarebbe di capitale importanza e contribuirebbe a dare un aiuto consistente ai 4 ospedali di Bengasi che si trovano a gestire l’afflusso di feriti, malati e della popolazione evacuata da Misurata dove gli ospedali sono stati bombardati e non sono più agibili.

Richieste di aiuto ci giungono anche dalla Mezza Luna Rossa tunisina per assistere i profughi libici (oltre 8000 persone) che si rivolgono in particolare all’ospedale di Tataouine, in particolare  per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, invio di medicinali, di  autoambulanza, materiali igienici e di conforto, nonché di kit alimentari.

Trasmetto tutti gli allegati relativi al caso al fine di permettervi di indicarmi le persone e le istituzioni sia pubbliche che private, che potrebbero aiutarci. Le Istituzioni internazionali si muovono molto lentamente e prima della realizzazione del canale umanitario ci vorrà del tempo. Abbiamo le persone e i mezzi per bypassare molti degli ostacoli, proprio per la natura italo-libica del comitato, ma anche in attesa che quel canale si apra, a quel punto dovremo essere pronti ad intervenire.

Grazie

I LINK:

progetto

Piano Finanziario LEGATO AL PROGETTO

Richieste specifiche:

A. IDA fornitura 1

B.IDA fornitura 2

C.IDA fornitura 3

D.IDA fornitura 4

La lettera ai sostenitori…ai SOSTENITORI anche 10 Euri fanno la differenza!

2. ATTO COSTITUTIVO DEL COMITATO ITALO-LIBICO

Il giorno 4 del mese di marzo dell’anno 2011, pressola Facoltàdi Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano, in Milano, via Conservatorio n. 7, alle ore 15:00 si sono riuniti:  Cristiana Fiamingo, Ruggero Tozzo, Pietro Berardi, Emilio Cellurale, Aldo Rossi

Detti comparenti, in esecuzione dei precedenti intervenuti accordi, stipulano e convengono quanto segue.

1)       È costituto, ai sensi dell’art. 3, l. 11 agosto 1991, n. 266 e dell’art. 10 d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 il comitato denominato “COMITATO ITALO-LIBICO “INSIEME PER IL DOMANI” – “MA’AN LI-L GHAD”, ONLUS.

2)       Lo scopo del comitato, le modalità della sua attuazione, la durata ed i poteri degli organi del comitato risultano dallo statuto che si allega a questo atto sotto l’Allegato A per formarne parte integrante e sostanziale.

3)       La sede del comitato è posta in Milano, Via Giacomo Leopardi 1, C.a.p. 20123.

4)       Il primo esercizio del comitato si chiuderà il 31 dicembre 2011.

5)       Per quanto non espressamente convenuto i promotori fanno riferimento alle vigenti disposizioni di legge in materia, ed in particolare alla l. 11 agosto 1991, n. 266 ed al d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.

6)       Spese e tasse del presente atto nonché ogni onere annesso e dipendente, fino ad un importo massimo di euro 3.000,00 (tremila virgola zero zero) sono a carico del costituito comitato.

7)       I promotori nominano:

–          organizzatori Cristiana Fiamingo, Ruggero Tozzo e Piero Berardi;

–          presidente del consiglio organizzativo Cristiana Fiamingo, la quale nomina alla carica di segretarioEmilio Cellurale;

–          tesoriere Aldo Rossi;

–          in qualità di revisori contabili, la società di revisione e organizzazione contabile Roger King S.r.l.

8)       Per quanto occorer possa, i promotori attribuiscono agli organizzatori ed al tesoriere ogni più ampio potere per porre in essere gli atti necessari a rendere il comitato pienamente operativo, ed in particolare a ottenere la registrazione della presente scrittura privata nonché le iscrizioni di cui all’art.6, l.11 agosto 1991, n.266 ed all’art.11, d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.


Allegato A

STATUTO DEL

COMITATO ITALO-LIBICO “INSIEME PER IL DOMANI”- “MA’AN LI-L GHAD” ONLUS

ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITà SOCIALE

Art. 1)  Costituzione

è costituito, ad esclusivi fini di solidarietà, il comitato sotto la denominazione: “COMITATO ITALO-LIBICO “INSIEME PER IL DOMANI” – “MA’AN LI-L GHAD” ONLUS.

Art. 2)  Sede

Il comitato ha sede legale in Milano, Via Giacomo Leopardi 1 (c.a.p. 20123). Il consiglio organizzativo potrà istituire sedi operative del comitato nella Repubblica Italiana, in paesi dell’Unione Europea e in Libia.

Art. 3)  Scopi

Il comitato è apolitico, apartitico e laico, non ha finalità di lucro. Il comitato persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, ed è proibita la distribuzione, anche in modo indiretto, degli utili eventualmente derivanti dalle attività del comitato. Eventuali utili od avanzi di gestione saranno impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Il comitato fa propri i principi della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario di imparzialità, indipendenza ed autonomia.

Il comitato si propone di promuovere la raccolta di fondi destinati al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

a)       avviare un rapporto di partenariato tra organismi, enti ed associazioni italiane e libiche (e degli altri Paesi del Mediterraneo) nei campi della cooperazione internazionale, dell’aiuto umanitario e della solidarietà, nonché per promuovere comuni programmi culturali, educativi e di formazione;

b)      promuovere progetti di cooperazione nei settori socio – sanitario, agricolo e di capacity building centrati sul trasferimento reciproco di conoscenze, esperienze e know how volti a favorire lo scambio interculturale tra la popolazione italiana e libica e l’assistenza alle fasce della popolazione più svantaggiate e vulnerabili;

c)       Promuovere progetti di educazione allo sviluppo, sensibilizzazione e comunicazione sulle azioni realizzate favorendo la reciproca conoscenza tra società civile italiana e libica e più in generale dei Paesi del Mediterraneo.

Il comitato potrà dunque svolgere la propria attività nei settori dell’assistenza sociale, sanitaria e socio-sanitaria, della beneficienza, dell’istruzione e della formazione, della promozione della cultura e dell’arte e della tutela dei diritti civili, ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.

Il comitato per raggiungere i suoi obiettivi cofinanzierà programmi di cooperazione individuati in accordo con e realizzati da Alisei Ong (insieme ai suoi partners), organizzazione non governativa italiana riconosciuta idonea dal Ministero degli Affari Esteri italiano e attiva in Libia da Gennaio 2011 tramite accordi di gemellaggio e collaborazioni con associazioni ed enti della società civile libica.

Il comitato inoltre si avvarrà dei contributi e delle competenze messe a disposizione dai promotori.

Ogni programma individuato potrà ottenere un cofinanziamento in base ai criteri e requisiti di eleggibilità definiti dalle procedure operative del comitato, che faranno riferimento alle linee guida del Ministero degli Affari Esteri italiano – Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo. Le spese sostenute per l’implementazione dei programmi cofinanziati dovranno essere rendicontate al comitato e i rendiconti dovranno essere supportati da un audit realizzato dai revisori nominati dal comitato.

Il comitato svolgerà direttamente le altre attività strumentali che saranno necessarie per il perseguimento dei suoi scopi.

Art. 4)  Fondo comune

Il fondo comune è finalizzato al raggiungimento degli scopi del comitato. Ai sensi dell’art.5, l. 11 agosto 1991, n. 266, esso è costituito da:

a)       oblazioni dei sottoscrittori;

b)      contributi, a qualunque titolo versati, effettuati da soggetti privati;

c)       contributi dello Stato, di Enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;

d)      contributi di organismi internazionali;

e)       donazioni e lasciti testamentari;

f)        rimborsi derivanti da convenzioni;

g)       entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.

Art. 5)  Sottoscrittori

I sottoscrittori condividono gli scopi del comitato ed effettuano le sottoscrizioni. Essi sono tenuti ad effettuare le oblazioni promesse, ma non sono responsabili per le obbligazioni assunte dal comitato.

Le sottoscrizioni possono avere ad oggetto danaro o beni, e saranno effettuate nelle modalità che gli organizzatori o il tesoriere riterranno di volta in volta più idonee.

I sottoscrittori possono richiedere e ricevere le informazioni di cui all’art. 17.

Art. 6)  Promotori

I promotori sono i componenti del comitato, che si impegnano a promuoverne gli scopi ed a sollecitare le sottoscrizioni.

I promotori sono iscritti all’albo dei promotori, tenuto ai sensi dell’art. 14.

Ai sensi dell’art. 41 del codice civile, i promotori rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte dal comitato.

Sono promotori del comitato, oltre a coloro che hanno stipulato l’atto costitutivo, i soggetti che, condividendo gli scopi del comitato come espressi all’art. 3 del presente statuto, hanno fatto richiesta di ammissione mediante atto scritto al consiglio organizzativo, hanno ricevuto l’approvazione del consiglio organizzativo e sono stati iscritti all’albo dei promotori tenuto ai sensi dell’art. 14.

I promotori cessano dalla loro qualifica a seguito di delibera di esclusione da parte dell’assemblea dei promotori. Tale delibera deve essere assunta con il voto della maggioranza dei promotori. Nel computo della maggioranza necessaria per la delibera di esclusione non si computa il voto del promotore della cui esclusione si decide. I promotori esclusi vengono, a cura del tesoriere, cancellati dall’albo dei promotori.

Art. 7)  Assemblea dei promotori

            L’assemblea dei promotori è un organo che si riunisce su convocazione del presidente del consiglio organizzativo ogniqualvolta sia necessario, ma comunque almeno una volta all’anno per l’approvazione del rendiconto di cui all’art. 14.

L’assemblea dei promotori delibera la nomina degli organizzatori, del presidente e del tesoriere con voto favorevole della maggioranza dei suoi membri.

Ai fini della presenza dei promotori all’assemblea e dell’espressione del voto, è possibile utilizzare il collegamento in audio o video conferenza, a condizione che gli strumenti tecnologici utilizzati consentano la condivisione delle informazioni essenziali alla partecipazione interattiva alla discussione.

Art. 8)  Organizzatori

Gli organizzatori sono nominati dall’assemblea dei promotori, mediante delibera adottata con il voto favorevole della maggioranza dei promotori, e rimangono in carica per tre esercizi.

Gli organizzatori provvedono alla gestione dei fondi raccolti dal comitato, alla loro conservazione ed alla loro destinazione allo scopo annunciato. Per gli atti gestori che eccedano l’ordinaria amministrazione gli organizzatori rimettono la questione al consiglio organizzativo.

Gli organizzatori possono non essere promotori del comitato ed hanno la rappresentanza del comitato.

Gli organizzatori sono responsabili personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo annunziato.

Gli organizzatori possono essere revocati per giusta causa con delibera dell’assemblea dei promotori adottata con voti favorevoli dei tre quarti dei promotori.

Art. 9)  Consiglio organizzativo

Gli organizzatori costituiscono il consiglio organizzativo. Il consiglio organizzativo delibera collegialmente:

a)       sull’ammissione di nuovi promotori;

b)      sull’istituzione di sedi operative del comitato;

c)       sugli atti di straordinaria amministrazione sottoposti dai singoli amministratori, nonché

d)      sulle questioni di maggior importanza per il comitato.

Le questioni di maggiore importanza per il comitato possono essere sottoposte al consiglio organizzativo dal presidente, anche qualora ne facciano richiesta scritta almeno la metà dei promotori o almeno due organizzatori. Il presidente avvisa della convocazione del consiglio organizzativo anche i membri del collegio dei revisori.

Il consiglio delibera a maggioranza dei suoi membri.

Ai fini della presenza alle adunanze del consiglio organizzativo e dell’espressione del voto, è possibile utilizzare il collegamento in audio o video conferenza, a condizione che gli strumenti tecnologici utilizzati consentano la condivisione delle informazioni essenziali alla partecipazione interattiva alla discussione.

Il consiglio organizzativo redige, al termine di ogni esercizio, una breve relazione sulla gestione da allegarsi al rendiconto annuale.

Art. 10)            Presidente

            Il presidente del consiglio organizzativo è eletto dall’assemblea dei promotori mediante delibera assunta con il voto favorevole della maggioranza dei suoi membri.

Il presidente rimane in carica tre esercizi, ha il potere di gestione e di organizzazione del comitato e ne ha la rappresentanza legale. Il presidente può compiere atti di straordinaria amministrazione, previo parere non vincolante del comitato organizzativo.

Il presidente può essere revocato dall’assemblea dei promotori per giusta causa, con delibera adottata con il voto favorevole dei tre quarti dei promotori.

Art. 11) Tesoriere

Il tesoriere viene nominato dall’assemblea dei promotori, e può essere da essa revocato per giusta causa con deliberazione assunta con voto favorevole della maggioranza dei promotori.

Il tesoriere è abilitato ad operare autonomamente sui conti correnti bancari e postali del comitato, ed è responsabile della riscossione delle entrate e del pagamento delle spese. Egli è responsabile inoltre della tenuta delle scritture contabili del comitato, e della redazione del rendiconto da sottoporre all’assemblea dei promotori ai sensi dell’art. 14.

Il tesoriere ha la rappresentanza legale del comitato.

Art. 12)            Segretario

Il segretario è nominato dal presidente.

Il segretario coordina le attività del comitato, seguendo le direttive impartite dagli organizzatori, e non ha poteri di organizzazione né di rappresentanza.

Il segretario richiede periodicamente informazioni sulla gestione del comitato agli organizzatori, e fornisce ai sottoscrittori le informazioni richieste ai sensi dell’art. 17.

Art. 13)            Esercizio

L’esercizio del comitato ha una durata di dodici mesi: inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre.

Art. 14)            Scritture contabili e rendiconto annuale

Ai sensi degli artt. 2216 e 2217 del codice civile, il tesoriere tiene ordinatamente scritture contabili cronologiche e sistematiche, atte ad esprimere con compiutezza ed analiticità le operazioni poste in essere in ogni esercizio.

Il tesoriere prepara il rendiconto annuale, in base agli schemi di presentazione stabiliti nelle “Linee guida e schemi per la redazione dei Bilanci di Esercizio degli Enti non profit”, ai principi contabili statuiti in tale documento, integrati dai principi contabili emanati dai Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri (richiamati dalla Consob nella Comunicazione n. 99088450 del 1° dicembre 1999 e rivisti e aggiornati dall’ OIC – “Organismo Italiano di Contabilità”), nonchè dagli International Financial Reporting Standards adottati dall’Unione Europea. Il rendiconto annuale rappresenta la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del comitato, distinguendo le attività direttamente connesse da quelle istituzionali. Entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio il tesoriere presenta la proposta di rendiconto annuale al Consiglio organizzativo che lo finalizza e lo sottopone all’Assemblea entro la fine di Aprile salvo deroghe motivate  decise dal Consiglio.

La convocazione dell’Assemblea deve avvenire almeno 15 giorni prima della riunione per l’approvazione del  rendiconto annuale. Al momento della convocazione verrà inviato ad ogni promotore la bozza di rendiconto annuale corredata del relativo rapporto di revisione contabile.

Il tesoriere cura la tenuta dell’albo dei promotori.

Art. 15)            Revisione contabile

L’assemblea dei promotori nomina, con voto favorevole della metà dei suoi membri, la società di revisione contabile del comitato.

I soggetti chiamati a svolgere il lavoro di revisione contabile devono essere iscritti all’albo dei revisori dei conti, non possono essere promotori né sottoscrittori del comitato.

La società di revisione contabile incaricata:

a)       svolgerà un lavoro di revisione contabile del rendiconto annuale, basato sui principi internazionali di revisione emessi dall’IFAC, esprimendo un giudizio professionale sul fatto che il rendiconto rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del comitato in applicazione dei principi contabili di cui all’art. 14.

 

b)      La società di revisione incontra il Consiglio Direttivo  per illustrare e discutere i risultati del lavoro di revisione prima della convocazione dell’Assemblea per l’approvazione del rendiconto.

 

Art. 16)            Gratuità delle cariche

Tutte le cariche sociali sono gratuite, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese sostenute,  debitamente documentate, per l’attività prestata in esecuzione degli obblighi derivanti dal presente statuto.

 

Art. 17)            Informazioni ai sottoscrittori

I sottoscrittori hanno diritto di ricevere annualmente copia del rendiconto, unitamente alla relazione sulla gestione di cui all’art. 9 ed al rapporto di revisione contabile di cui  all’art. 15.

I sottoscrittori possono riferirsi al segretario per formulare richieste di informazioni sullo svolgimento dell’attività del comitato. Le informazioni possono essere trasmesse ai sottoscrittori anche tramite mezzi elettronici.

 

Art. 17)            Modifiche statutarie

Il presente statuto può essere modificato mediante deliberazione dell’assemblea dei promotori adottata con il voto favorevole dei tre quarti dei promotori.

Art. 18)            Scioglimento

Il comitato si scioglie per deliberazione dell’assemblea dei promotori, assunta con il voto favorevole dei tre quarti dei suoi membri. In caso di scioglimento del comitato, il suo patrimonio sarà devoluto agli enti benefici perseguenti finalità ideali operanti in analogo settore determinati dall’assemblea dei promotori nella delibera di scioglimento.

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