«Maledetta primavera» di Fulvio Grimaldi (data?)

Guardate il video  “MALEDETTA PRIMAVERA” di Fulvio Grimaldi!

Questa ottima sintesi è stata segnalata alla lista “Università in lotta” cui sono iscritta, da uno studente comunista. Nel piattume generale mi riempie di orgoglio che dall’istituzione cui appartengo siano gli studenti a proporre qualche buco della serratura da cui guardare in diversa prospettiva alle “verità” spacciate in questo Paese (e dall’informazione in generale). Mi sento di raccomandarne vivamente la visione e l’ascolto. Certo, è indubbio vi siano imprecisioni (quella senussita è una confraternita, ad esempio e non una tribù) e non so quanto sia voluta la trascuratezza circa le manovre “panafricaniste” di Gheddafi che sicuramente hanno offerto alternative ed escluso il dollaro, ma hanno addirittura innescato la nascita di organizzazioni regionali parallele (ce ne fosse bisogno… guardate l’efficace immagine che ho tratto da Wikipedia, per farvene un’idea) se non addirittura contrarie all’Unione Africana di cui, pure, il Colonnello è stato uno dei principali fautori.

In particolare fu lui l’artefice della CEN-SAD /Comunità degli Stati Sahelo-sahariani, che, di fatto, ha creato una catena di stati prezzolati da Gheddafi (innescando nuove dipendenze, da altri attori) proprio mentre si faceva risorgere dalla languente Organizzazione dell’Unità Africana/OUA, l’Unione Africana/UA. Non a caso, con la crisi libica e la chiusura dei rubinetti, gli Stati affiliati han definitivamente cessato di reagire tanto economicamente che politicamente (di qui l’immobilismo dell’UA nella vicenda): notata la recrudescenza del conflitto nel Corno? La novella crisi burundese? O il crollo dell’economia di Sao Tomé ecc..? E se è vero che molto è stato fatto in Libia da Gheddafi, non van dimenticati gli eccidi spietati, gli atti di terrorismo e di finanziamento di guerre in Africa e fuori, nonché l’emarginazione economica di una serie di tribù “disobbedienti”, scontentate con l’esclusione dai dividendi del petrolio e da una serie di manovre che le ha emarginate anche dal mercato interno. Non tutti i cosiddetti ribelli, insomma, son prezzolati da Sarkò (possibile che in questo Paese si debba sempre essere così faziosi e mitizzare una parte per versare tonnellate di materiale escatologico sull’altra?). I volontari di Alisei, che hanno operato nell’ospedale di Benghazi su mandato del comitato italo-libico Ma’an Li’l Ghad (insieme per il domani, Onlus), sebbene super partes, possono ben testimoniare di quanti feriti e donne violentate dalle truppe lealiste fosse pieno.
In questo video, tuttavia, sono comunque contenute molte verità ad oggi nascoste e finalmente una sfida alla mainstream communication policy che pretende di indirizzare le nostre scelte dallo schermo infernale del IV potere. Va segnalato anche un efficace servizio del programma «La Storia Siamo Noi» sulle menzogne mediatiche intorno a questo e ad altri conflitti, che ci son state propinate a mansalva: “Guerra bugie e TV…” (e che trovate a puntate su youtube). Della stessa matrice, inoltre, la storia di Gheddafi che ho rivista (un po’ ritoccata in verità) il 24/10/2011 a notte fonda (per cambiare): rai3, ancora, una garanzia di salvezza per la TV pubblica (anche se non sempre) che permette anche a chi di queste cose non si occupa di capire il vuoto politico e istituzionale che è stato creato, gettando giuste, pesanti ombre su chi nel nome della lotta al terrorismo ha reiteratamente cercato di uccidere fisicamente – più che politicamente – Gheddafi, in alcun modo accreditando fiducia agli esaltati meccanismi del diritto internazionale (e dimostrando altresì quanto poco universale esso sia). L’eliminazione definitiva, quei calci al corpo esanime di Gheddafi, che ci han proiettato tutti di fronte ai pochi progressi dell’umanità in queste migliaia d’anni, da che s’è data sanzioni morali di diversa matrice, hanno dei responsabili politici ben precisi e portano anche il nostro nome se non pretendiamo che la storia esplichi diversamente le sue lezioni.

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