Una Rete libera e aperta per un mondo libero e aperto – l’appello di Google

Oggi, 3 dicembre 2012, Google non ci propina la sua vignetta a ricordarci ciò che qualcuno reputa appuntamenti universali con la storia (per lo più occidentali) ma esibisce un appello al suo popolo a che INTRAPRENDA UN’AZIONE https://www.google.com/takeaction/ . Ho sottoscritto, ma ho anche espresso il mio pensiero in proposito. Vi invito a farlo. E’ giusto difendere la rete, ma chiedere dei correttivi è altrettanto indispensabile.

«Temo che i benefici umani che derivano dalla rete e dalla libertà di espressione poco importino a chi tiene sotto questa spada di Damocle il mondo intero e il nostro Governo e il decreto d’Alia ben ci fan rientrare nel novero di quanti vogliono controllare e inibire i benefici sociali della Rete. Non tutto di quanto circola nel network è certo buono, ma anch’io credo che anche per un solo onesto occorrerebbe salvare Gomorrra. Forse, dato che i Governi sono ormai i canali degli interessi economici, li inviterei a pensare all’altra faccia della medaglia. Sebbene occorrano leggi severe per chi commetta plagio (ovvero copi idee, pensieri ed opere altrui, senza indicarne la legittima provenienza), qualora si inibisse la rete, colpendo la libertà di produzione e circolazione di idee (pur scarsamente originali) una mastodontica industria collasserebbe e “orde” di disoccupati si sentirebbero legittimati a bruciare nelle pubbliche piazze i miliardi di dipositivi elettronici che producono – e che la pubblicità battente ed incurante dei principi più elementari della corporate responsibility (ovvero incurante dei diritti di milioni e milioni di lavoratori schiavizzati da un sistema basato sull’offerta incalzante per indurre domanda) continua ad ammannirci -. Chi si assumerà la responsabilità di quell’indotto? Ed in quest’epoca di crisi, poi. Comunicheremo allora in modo diverso. Ci riverseremo finalmente nelle piazze e non si potrà esaurire lì uno sfogo che, a mio avviso, “a causa della rete”, ma dalla prospettiva di chi ci governa “Grazie” ad essa, l’impeto e la rabbia scemano in miliardi di derive e petizioni senza seguito, inibendo le rivoluzioni che fino ad oggi la rete ha attutito, mettendo in buona pace le coscienze dei pigri: perchè così ci hanno ridotto. Inviterei tutti i Governi ad adottare questa prospettiva ed a meditare su questo rovescio d’una medaglia che ha certo più di due sole facce.»

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