Come ti uccido la cultura, la storia e la memoria… di una nazione (o forse non ancora)

“Stante le recenti disposizioni in materia (vedi delibera consiliare n.55 del 12.1.2012), si invitano le SV, in deroga a quanto autorizzato con nota 6533 del 23.10.06, a sospendere ogni attività culturale e pertanto a liberare i locali da quanto a tal fine, seppure temporaneamente, in essi depositato”  giuro, non un rigo di più…

così il Sindaco di Ustica, il 3 gennaio scorso, intimava al Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica di liberare i locali della sede comunale, fino ad oggi concessa e di interrompere ogni attività culturale (peraltro basata sin dalla fondazione, nel 1997, sull’autofinanziamento attraverso le quote dei Soci) e di cooperazione col Comune (ad oggi del tutto gratuita, in cambio della mera sede).
Poche battute burocratiche ed editoriali ci separano dalla pubblicazione del volume «Culture della Memoria e patrimonializzazione della memoria storica», prodotto del Convegno SIII (Seminario Interdisciplinare Interuniversitario Interfacoltà – organizzato da docenti di diversi atenei milanesi – Statale, Bovisa, Politecnico sulla gestione dei “beni comuni”) che fu occasione, nel 2011, grazie all’INSMLI ed alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano, per portare nelle regioni del Nord d’Italia l’impegno culturale di coscientizzazione e (appunto) di patrimonializzazione storica del Centro Studi, con la mostra itinerante sui Relegati libici ad Ustica, che iniziò il suo viaggio proprio da questa mia Facoltà, nel momento in cui – lo ricordo – l’Italia partecipava in modo attivo alla guerra col regime libico.
Attraverso quella mostra, i più diversi ambiti accademici e di formazione, specie in Lombardia e Liguria, han potuto apprezzare il Centro Studi e i suoi instancabili promotori: Vito Ailara (Segretario del Centro e appassionato storico), Franco Foresta Martin (Presidente del Centro), Giuseppe Giacino (Direttore della rivista Lettera che ne è espressione in costante rinnovamento) e i numerosi sostenitori d’origine usticese che, da ogni parte della penisola, non mancano di seguire e sostenere con supporto logistico e affetto le numerose iniziative del Centro.Nella preoccupazione che viete logiche mercantili possano diffondersi a livello locale, stimolate dai tagli governativi, ritenuti funzionali alla pubblica spesa, e ostinatamente ciechi alle conseguenze di breve periodo sulla crescita culturale di questo paese, che, in modo insano da alcuni anni sono in voga in Italia, ho preparato e diffuso una lettera aperta a sottoscrizioni che riporto qui di seguito, e che ho inviato in data 18/1/2013  alle autorità cittadine usticesi: tento così di oppormi, a partire da questo piccola, ma straordinaria rete umana che non va lasciata sola, al costume suicida che permette ad un’amministrazione cittadina di liquidare con una formula burocratica di tre righe l’impegno assiduo e l’abnegazione di volontari che hanno affinato nel corso di decenni, con passione e studio un patrimonio di conoscenze e memoria storica che non può mai darsi per scontato, ma che va  coltivato, incoraggiato, nutrito attraverso nuove forze e risorse perché non scompaia togliendo ragione, con percettibile velocità, come inesorabilmente accade,  alla nostra stessa esistenza.

 Milano, 15 gennaio 2013
 Al Signor Sindaco Dr. Aldo Messina e p.c. Al Presidente del Consiglio Comunale Leonardo CannillaEgregio Signor Sindaco Messina

con accorata apprensione abbiamo saputo dell’invito lapidario con cui l’amministrazione comunale usticese ha ritenuto opportuno cancellare lo straordinario apporto del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, nell’Isola e fuori di essa, cassando in una manciata di righe quindici anni di appassionato impegno per la promozione culturale dell’Isola e per la conoscenza nel resto d’Italia e nel mondo della sua affascinante storia e dell’incredibile varietà di elementi naturali che racchiude, senza offrire alcuna alternativa valida e degna di un Centro studi di elevato livello culturale e formativo che s’è fatto ambasciatore d’Ustica nel resto d’Italia.
Non c’è affitto di sede alcuna al mondo, né altro mercato che possa sostituire questa eccezionale rete umana e d’impegno, una piccola ma significativa parte della quale  abbiamo avuto l’opportunità di ospitare nelle regioni del Nord d’Italia a partire dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano. Nell’Aprile 2011, infatti, la Facoltà, con l’aiuto dell’INSMLI, ospitò la Mostra dei Relegati libici ad Ustica e da allora questo piccolo capolavoro di testimonianza storica, anche grazie all’appassionata presentazione e alle approfondite conoscenze di Vito Ailara, nonché al sostegno degli straordinari conoscitori dell’Isola, il Presidente Franco Foresta Martin e il direttore di “Lettera”, Giuseppe Giacino, e i molti figli e nipoti di Ustica che ci hanno onorato con la loro presenza, ha offerto a realtà accademiche e scolastiche, ma anche a Centri di formazione per insegnanti e a varie Associazioni della Società civile un encomiabile spaccato di come si possa trasmettere e riprodurre con studio, creatività ed abnegazione una straordinaria esperienza culturale, partecipativa e profondamente formativa. Tale è stato il successo che in poco tempo Vito Ailara e Massimo Caserta han prodotto un volume-documentario a sostegno della mostra, la cui diffusione e il cui studio stimolano, incuriosiscono e ispirano giovani e cultori di storia, nell’edificante testimonianza che offre di cultura della convivenza, pur in tempi di oppressione e odio.
Confidando che un’insensibile formula burocratica non sia espressione di volontà autolesionista alcuna da parte dell’Amministrazione dell’Isola, egregio Signor Sindaco, La invitiamo non soltanto ad abbracciare ma a sostenere fattivamente le attività del Centro e – qualora malauguratamente la sede comunale sia stata già ad altro inappellabilmente destinata – a garantire nel tempo una sede adeguata agli alti scopi che il Centro Studi e Documentazione si è prefisso e con straordinaria sollecitudine ed impegno persegue, promuove e attua su base volontaria.
FIRME (45)

prof. Cristiana Fiamingo
 UFF.: Università degli Studi Milano - Dipartimento Studi Internazionali, Giuridici e Storico-politici
 Storia e Istituzioni dell’Africa
 v. Conservatorio 7 - 20122 Milano (Italia)
 e-mail: cristiana.fiamingo@unimi.it 
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3 thoughts on “Come ti uccido la cultura, la storia e la memoria… di una nazione (o forse non ancora)

  1. In data 19/02/2013 ricevo questa graditissima lettera dal Presidente del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica

    Carissima Cristiana
    nei giorni scorsi, tramite le pagine web del Centro Studi, avrai saputo della decisione del sindaco di Ustica di sospendere di fatto il provvedimento che ci imponeva di lasciare liberi i locali del Vecchio Municipio, interrompendo le nostre attività culturali in quella sede.
    In attesa di precise norme sulle modalità di affidamento dei locali comunali a vari soggetti che svolgono attività culturali e sociali, il sindaco ha stabilito che potremo restare, rilanciando la nostra mostra sull’emigrazione usticese nel mondo che era stata da poco allestita. Si tratta di un provvedimento temporaneo, apprezzabile, ma non risolutivo per il futuro delle nostre attività.
    Attraverso un comunicato collettivo, pubblicato sulla pagina Facebook, ho già rivolto un sentito ringraziamento a quanti ci hanno sostenuto in questa difficile circostanza, contribuendo a determinare il ripensamento del sindaco.
    Ora desidero farti pervenire un personale ed affettuoso segno di gratitudine, che ti prego di estende a tutti i sottoscrittori della petizione da te proposta, per l’azione spesa in nostro favore e chiederti di continuare a seguirci con l’attenzione e la passione che ci hai finora riservato. Ci farà un immenso piacere, indipendentemente dal sostegno che ci hai generosamente riservato.
    Come sai, ben consapevoli dei tempi difficili che stiamo attraversando, non chiediamo all’amministrazione locale risorse di alcun tipo: soltanto la disponibilità di un locale comunale per continuare a svolgere la nostra attività di ricerca e divulgazione di cui si giovano la cittadinanza, gli studenti e i numerosi turisti che vengono a Ustica.
    Ci auguriamo che attività come la nostra, portata avanti nel segno del volontariato e della massima accortezza economica, non debbano cadere sotto i colpi di un’austerità ormai incapace di distinguere tra giuste azioni di risparmio e devastanti effetti di desertificazione culturale.
    Franco Foresta Martin Presidente

    Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica
    Cortile Calderaro 1
    90010 Ustica
    tel.+ fax 091 8449157
    http://www.centrostudiustica.it
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