UNIVERSITA’ “BENE COMUNE”?

27 Aprile 2013

Visto il totoministri? Interessanti  le note biografiche. I burattinai li conosciamo e non son cambiati; Alfano, Quagliariello e D’Alia francamente in quelle posizioni mi spaventano. Ci sono delle interessanti intuizioni, tuttavia. Cécile, per esempio e poi il premio alla Carrozza, sulla quale ho qualche perplessità, ma son convinta che… o adesso o mai più.

Sono sempre stata “di sinistra”, ma questo non mi ha impedito, nel recente contenzioso sulla riforma Gelmini, di vedere il PD per ciò che è e di assumermi responsabilmente le conseguenze del voto recente.

Ho partecipato al Forum del PD per l’università e la ricerca, nel 2010, da un primo incontro di PD110 presso la Sala Montanelli a Milano e poi, al pomeriggio, in una sede sindacale a Milano e poi ancora al Politecnico e infine a Roma, da dove me ne sono andata sbattendo la… tenda (la porta non c’era). Continua a leggere

Rete29Aprile: the way to go (e il Premio “Articolo 21”)

Davvero esiste coscienza e una naturale tendenza all’equilibrio: certo, occorre valutare il peso specifico di ogni notizia – e questo è, ahinoi, un dato soggettivo – ma occorre avere fiducia che almeno coloro che sanno resistere nel nome del palesamento delle verità nascoste, condividano quel valore, ed ecco che…

Sarà assegnato alla delegazione dei 12 studenti e ricercatori che si sono recati al Quirinale il prossimo Premio Articolo21* per la libertà di informazione

“Articolo21 ha deciso di assegnare il prossimo premio annuale per la libertà di informazione alla delegazione dei 12 studenti e ricercatori che sono stati ricevuti ieri dal presidente Napolitano”. Lo affermano Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21 in una nota. “Un premio assegnato non solo per l’impegno manifestato in questi mesi per la tutela del diritto alla formazione e all’istruzione pubblica e quindi all’esistenza stessa dell’Italia ma anche per la lezione mediatica che hanno dato, fatta di fantasia e creatività con la quale, nella giornata di ieri hanno letteralmente spiazzato coloro che hanno fatto di tutto per alimentare gli incidenti, per provocare i disordini, per levare loro persino il diritto a riunirsi, a manifestare e ad esprimere opinioni in contrasto con il desolante spirito dei tempi. Lasciando vuota la zona rossa del potere hanno voluto ribadire agli avvelenatori dei pozzi che si dovranno rassegnare perchè non tutti si possono acquistare”.

da http://www.articolo21.org

… fra quei 12, il “nostro” Massimiliano Tabusi, l’ideatore della strategia dei tetti. Buon segno e importante incoraggiamento per la Rete29Aprile… ma quali le strategie future? A presidi dismessi (ultimo quello della Fac. di Architettura di Roma), ricercatori e studenti  si impegneranno a far conoscere  i contenuti di una legge che produrrà molti danni all’università, alla formazione e, a ricaduta – come se non bastasse la strategia dei tagli – sulla cultura italiana. Cominceremo con un Convegno Nazionale e poi, in tutti gli atenei del territorio nazionale, parleremo con gli studenti e le loro famiglie per  far capire in profondità – laddove è mancato un qualsiasi studio di fattibilità, indispensabile nel forgiare riforme pubbliche (occorre ricordarlo? Con fondi e mezzi e patrimoni pubblici) – e far riconoscere così i disastri che da questa legge deriveranno (se sarà mai applicata).
Incredibilmente – accanto all’ignavia di molti studenti, paghi di “attraversare” un servizio – che, in quanto “pubblico” loro dovrebbe essere – e  dei colleghi proni a farsi trasformare le carte in tavola sopra la testa, senza nemmeno fare lo sforzo di immaginare le conseguenze future e le profonde trasformazioni peggiorative della istituzione in cui lavorano, il principale elemento da combattere è ed è stata proprio la totale disinformazione messa in atto dalle principali testate nazionali e arene televisive, che han dato spazio ai monologhi del ministro Gelmini, che parlava per slogan, evitando di entrare nel merito di quale possa essere l’università futuribile sulla base di questa riforma, ordita per distruggere non per trasformare in profondità la fucina della ricerca e della didattica italiana (si pensi che non vi è grado di istruzione al quale si possa accedere come docente senza passare per l’univeristà pubblica, dati i numeri di cui abbisognamo anche soltato per lambire le statistiche dei rapporti docenti/discenti europei).

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* L’Art. 21 della Costituzione stabilisce che:

  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
  • La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
  • Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
  • In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
  • La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
  • Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Riflessioni sui “fatti” del 14 dicembre

DIEGO CUGIA

“Fracassare bancomat, incendiare automobili, lanciare petardi, sampietrini, bombe carta, accerchiare in trenta un autoblindo con due sventurati poliziotti all’interno e rischiare che diventino tizzoni ardenti, sono azioni infami e mai niente le giustificherà. Ma è altrettanto infame occuparsi dei giovani solo quando vanno a fuoco le città. È come se si invitassero i più scalmanati a ripetere le loro gesta per ottenere udienza e uno straccio di notorietà. Sono due anni che sfilano pacificamente per le strade e non frega niente a nessuno. Li hanno trattati da minoranze imbecilli e indolenti, è stato detto loro che i veri giovani sarebbero quelli che stanno a casa a studiare, invece di ringraziarli per essere ancora vivi e reattivi, magnificamente capaci di scendere in piazza in questo cimitero virtuale per ricordarci che esistono e sono disperati. (…) ” Continua a leggere